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MONDO

Venerdì 6 ore 15 – MEZZOCIELO
Guerra alle donne. Presentazione del numero 163 della rivista Mezzocielo. “A che punto è il movimento contro la violenza maschile sulle donne in Messico?” Incontro con Mimma Grillo autrice del reportage. Presentano Rita Calabrese e Gisella Modica della redazione di Mezzocielo.

Venerdì 6 ore 19 Sala 5 UDI
NOVA DELPHI
Adesso posso scegliere. Dittatura, identità, memoria di Nadia Angelucci. Con l’autrice interviene Maria Rosaria Stabili. Modera Francesca Casafina

Sabato 7 ore 17 Sala 4 Trust
IL SIRENTE
Banlieue. Una nuova letteratura di frontiera attraverso tre giovani autrici francesi di origine araba. In presentazione: Un uomo non piange mai di Faiza Guène, La Mecca-Phuket di Saphia Azzedine, Le ballerine di Papicha di Kaouther Adimi. Veronique Virgilio (AGI) ne parla con la traduttrice Federica Pistono e Chiarastella Campanelli, editore il Sirente. Letture a cura di Nadia Kibout

Domenica 8 ore 17 Sala 5 UDI
REDSTARPRESS
Andare a Kobane di Arzu Demir. Con l’autrice interviene Simonetta Crisci dell’associazione Donne Diritti Giustizia in collaborazione con Rete Kurdistan

Domenica 8 ore 18 Sala 1 Simonetta Tosi
VIELLA/BIBLINK
Prostitute. Incontro tematico a partire dai volumi: Turpi traffici. Prostituzione e migrazioni globali di Laura Schettini (biblink editore) e La donna delinquente e la prostituta, a cura di Liliosa Azara e Luca Tedesco. In collaborazione con la SIS

Riviste

Sala Carla Lonzi
Venerdì 6 ore 17 Sala Carla Lonzi
DWF – Il femminismo si veste di carta. Gli archivi di DWF dal 1976 ad oggi. Intervengono Teresa Di Martino, Patrizia Cacioli e Roberta Paoletti

Venerdì 6 ore 15 sala 4

MEZZOCIELO
Guerra alle donne. Presentazione del numero 163 di Mezzocielo. “A che punto è il movimento contro la violenza maschile sulle donne in Messico?” Incontro con Mimma Grillo. Presentano Rita Calabrese e Gisella Modica.

Venerdì 6 ore 17 Sala 2 UDI
MAREA
Marea. Il trimestrale nato nel 1994 si racconta. In presentazione Monica Lanfranco e Federica Tourn

Sabato 7 ore 16 Sala 3 Giardino
BOMPIANI
Scrittrici o venditrici. Come è cambiato il mestiere nell’era della sovraproduzione libraria. Intervengono: Giulia Caminito, Chiara Ingrao, Roberta Mazzanti, Silvia Neonato, Tiziana Triana.

Domenica 8 marzo ore 12 Sala 4 Trust
VILLAGGIO MAORI
I libri delle donne. Case editrici femministe dagli anni settanta di Vera Navarria. Con l’autrice dialoga Anna Maria Crispino

Domenica 8 ore 18-20 Sala Carla Lonzi
Leggendaria
I numeri 139 e 140 di Leggendaria con Annamaria Crispino, Silvia Neonato, Elvira Federici, videoproiezioni.

BIOGRAFIE-MEMORIE

Giovedì 5 ore 17 Sala 3 Giardino
NAVARRA
Tina Modotti. Fuoco che non muore di Gabriella Ebano. Con l’autrice interviene Silvia Di Tosti

Venerdì 6 Ore 15 SALA 2 Caminetto
LE MUS
La Gran Dama del Pianoforte: ritratto di Clara Wick Schuman attraverso le lettere scritte a Johannes Brahms, a cura di Alice Fumero. In presentazione Alice Fumero

Venerdì 6 ore 16 Sala 5 UDI
IL SEME BIANCO
Involontariamente di Luisa D’Elia Riviello. In presentazione insieme all’autrice interviene Adriana Salvia. Letture di Sandra Poledrelli

Venerdì 6 ore 17 Sala 5 UDI

CAPOVOLTE
Salto avanti. L’Africa, la mia vita di Arianna Rocca. Con l’autrice dialoga Ilaria Leccardi.

Venerdì 6 ore 17 Sala 3 Giardino
FEFÉ
I girasoli di Liliam. Da bambina schiava sessuale in Brasile al grande sogno realizzato in Italia, di Teresa Giulia Canòne. Partecipano: Teresa Giulia Canòne; Liliam Altuntas.

Sabato 7 ore 12 Sala 4 Trust
ENCICLOPEDIA DELLE DONNE
La donna brutta. Vita e scrittura di Violette Leduc di Eleonora Tarabella. Intervengono Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli

Sabato 7 ore 12 Sala 5 UDI
VILLAGGIO MAORI
Desiderio. Racconti di eros, segreti, bugie di Delia Vaccarello. In presentazione Margherita Giacobino

Domenica 8 ore 15 Sala 5 UDI
CAPOVOLTE
Marielle, presente! di Agnese Gazzera. Dialoga con l’autrice, Valeria Corossacz.

Domenica 8 ore 18 Sala 3 Giardino
FEFÉ
Chantal Akerman/uno schermo nel deserto di Ilaria Gatti e Alessandro Cappabianca. Partecipano: Ilaria Gatti ed Anna Segre.

Ambiente

Giovedì 5 ore 17 VANDA EDIZIONI
Carne da macello. La politica sessuale della carne e Una teoria critica femminista vegetariana di Carol J. Adams. Con Barbara Balsamo, Silvia Molè, Flavia Fechete.

Giovedì 5 ore 18 Sala Carla Lonzi
L’isola delle madri di Maria Rosa Cutrufelli, Mondadori. Con l’autrice intervengono Manuela Fraire e Valeria Della Valle.

Venerdì 6 ore 18-20 Sala Carla Lonzi
Focus clima: dal cambiamento all’emergenza
incontro a cura dell’associazione lesconfinate
Afrofuturismo femminista 2.0 – “Afrofuturismo e ecologie future”
Introduce e coordina Karima 2G,

Domenica 8, ore 11-13 Sala Carla Lonzi
Incontro a cura di Archivia
Oltre l’antropocene. Tavola rotonda
Introducono: Maria Palazzesi, Elena Gagliasso, Partecipano: Ilaria Bussoni, editor Deriveapprodi. Clara Ciccioni, editor di Not-Nero, 2019, Monica Martinelli, Settenove, Marina Vitale, Iacobelli.

Domenica 8 ore 18-20 Sala Carla Lonzi
A cura di Leggendaria
Ambiente e natura. Lo sguardo lungo delle streghe. I numeri 139 e 140 di Leggendaria con Annamaria Crispino, Silvia Neonato, Elvira Federici, le redattrici di Leggendaria videoproiezioni.

Tre vivi, tre morti

VOLAND

Ruska Jorjoliani

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In un’Italia alle soglie del boom economico, Modesto e Aurora sono sposati, fanno gli insegnanti, entrambi hanno l’amante. Si sono conosciuti subito dopo la guerra, quando Aurora, come molte altre italiane, ha avuto modo di esprimere il suo voto per la prima volta. Ora condividono una quotidianità fatta di cinema del lunedì, battute al vetriolo e perdite d’equilibrio. Quest’ultimo sembra definitivamente compromesso quando Modesto riceve una lettera: qualcuno sembra conoscere la sua vera identità e sa del “fattaccio” che lui pensava fosse sepolto nel passato. Il lettore ripercorre la vita di Modesto andando indietro nel tempo, a quando aveva un padre, uno zio, a quando faceva il paracadutista, era in Russia sotto le bombe, possedeva una scimmia… Un romanzo familiare, storico, dalle venature noir, che fonde le vicende personali dei protagonisti con quelle della Storia, costruendo un grande affresco della prima metà del ’900 italiano.

Ruska Jorjoliani è nata 34 anni fa a Mestia, in Georgia, ma dal 2007 vive stabilmente a Palermo. Inizia a scrivere nel 2009, in italiano, e nello stesso anno vince il premio “Mondello Giovani sms-poesia” con un componimento dedicato a Dino Campana. Nel 2015 esordisce con La tua presenza è come una città (Corrimano Edizioni), di cui nel luglio 2018 è uscita la traduzione tedesca. Tre vivi, tre morti è il suo secondo romanzo

venerdì 6 marzo ore 18.

Spazio libri in itinere

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Una esperienza …ennale nel mondo dell’editoria la mia,  che è servita a convincermi che quello che era solo un pensiero, potesse assumere una forma palesata.

In Itinere:  affermazione ed espressione di un concetto semplice.
Non è importante il luogo ma le idee che lo animano, lo popolano, lo fanno vivere e crescere e modificarsi e raccontarsi per raccontare.

In Itinere per promuovere, sviluppare e diffondere la cultura senza discriminazione di spazio, di tempo, di tendenze, di stili, dalla letteratura alla poesia, dalla fotografia al cinema, dalla musica al teatro.

Dopo aver organizzato una lunga rassegna sulle rive del Tevere, indispensabile aprire un luogo fisico di riferimento. Ed ecco l’apertura di uno spazio a  Trevignano Romano nel quale trovarsi e ritrovarsi.

La libreria ha un ruolo prioritario ma “le idee in itinere”  nascono, si contaminano, si esprimono anche attraverso il cinema, la musica, la fotografia, la radio … organizzando eventi, laboratori, rassegne, corsi tematici, spettacoli dove la parola scritta o narrata è assolutamente vincente.

Sono partita da una rete di contatti, di amicizie, di valori perché guardo al futuro ma sono attenta alle persone ed alle loro storie.

In Itinere è nata nella mia testa … ma ora cammina, è plurale e condivide il percorso e la visione con chi ha uguali sogni.

 

Anna Di Giovanni

 

Le donne di Maria Rosa nell’isola della procreazione

Intervista a Maria Rosa Cutrufelli

di Jolanda Bufalini

Maria Rosa Cutrufelli è la madrina di Feminism 3, la terza edizione della Fiera dell’editoria delle donne. In questo suo ruolo darà il via all’inaugurazione. Il suo nuovo libro, L’isola delle madri, che esce il 3 marzo da Mondadori, sarà presentato in anteprima alla fiera. Un romanzo eco-distopico, anche se, in modo più appropriato, viene definito “fiction speculativa”, vi si parla di ciò che è già ed è su questo che specula l’immaginazione dell’autrice.

D. L’ambiente è il tema al centro di questa edizione di Feminism, in modo esplicito, attraverso i focus, e in modo implicito in un certo numero di titoli presentati in fiera, compreso L’isola delle madri. Prima di passare al tuo romanzo vorrei chiederti: qual è il nesso fra l’emergenza climatica e il pensiero delle donne?

R. “Il femminismo degli anni settanta non è nato ambientalista, la questione allora era di là da venire, anche se i segni c’erano già e alcuni studiosi, come Rachel Carson e come mio padre, chimico, che io cito nella postfazione, li coglievano. Ma erano voci isolate. Abbiamo imparato da donne provenienti da paesi in via di sviluppo, da Wangari Maathai e Vandana Shiva che le battaglie femministe si misurano anche con il mondo, con la natura, da loro è venuta la maggiore spinta all’attenzione ai modi di produrre e a uno sviluppo differente”.

D. Il tuo libro parla di fertilità, anzi di una drammatica caduta della fertilità. Ambientato, anche, in una terra in cui il mito si intreccia con la tragedia greca. Anche qui un nesso non scontato fra maternità e fertilità della terra, non ti pare?

R. ”Tutti parliamo di inquinamento e dei rischi per la salute ad esso collegati. Ma i medici ci dicono di più, stabiliscono un nesso diretto. Però l’unico effetto pratico è il consiglio di non fumare in gravidanza. Va bene, ma non basta. L’aria, l’acqua, il cibo inquinati causano mutazioni genetiche, ecco dove la fertilità umana e la fertilità della terra vanno affrontate insieme”.

D. C’è l’impossibilità di avere figli ma c’è anche la scelta, come nel caso di uno dei tuoi personaggi, Sara.

R. “Sara è una donna che ha fatto una scelta di non procreazione ma fa una scelta di genitorialità, una scelta di generosità”.

D. I dati sulla fertilità che fornisci nella postfazione sono sconvolgenti. Io ricordo che solo 20-25 anni fa, in molti paesi del Nord-Africa e del Medio Oriente l’età media era di 20 anni, erano popoli giovanissimi e anche a questo si attribuiva l’insorgere di rivolte e rivoluzioni.

R.”I dati dell’Onu ci dicono che il tasso delle nascite si è dimezzato anche nei paesi poveri, con l’eccezione di alcune zone e scontando, ovviamente, i paesi in guerra dove è impossibile fare statistiche. Il tasso di fertilità nella parte meno sviluppata del mondo è ancora il doppio rispetto a quella dei paesi ricchi. La popolazione è ancora in aumento ma il tasso di fertilità ha raggiunto l’apice, si è fermato e tende a scendere”.

D. Ma non ci sono fattori diversi rispetto all’inquinamento, come il cambiamento degli stili di vita?

R. “I fattori sono molteplici, ci sono fattori economici e sociali, c’è l’occidentalizzazione degli stili di vita.  Ma c’è anche l’aumento della sterilità, una coppia su cinque non riesce ad avere figli, la sterilità è più frequente fra gli uomini che fra donne, forse perché gli uomini sono tuttora più esposti all’ambiente. D’altra parte, le tecniche biomediche sono nate per questo. Il 90% delle persone che si rivolgono alle strutture per la procreazione assistita sono coppie eterosessuali”.

D. C’è un ragazzo nel romanzo che intraprende una durissima battaglia contro una potente multinazionale dei pesticidi.

R. “Certo, il glifosato è una sostanza genotossica. Le sostanze genotossiche non influiscono solo sulla malformazione dei feti ma anche sulla sterilità e hanno effetti sulla terra che possono durare centinaia o forse migliaia di anni. E le battaglie fatte finora sono state perse. Ancora oggi nella pasta che mangiamo c’è il glisofato, solo recentemente qualche regione, il Veneto mi pare, ha vietato le paste che contengono glisofati.”

D. Affronti il tema scottante della GPA, della gestazione per altri. L’impressione, attraverso le diverse donne che si incontrano nell’isola delle madri, è che tu suggerisca, nel pieno dello sviluppo delle tecnologie per la procreazione, un’idea che rimanda a un mondo antico, al villaggio dove la famiglia è allargata e i bambini entrano e escono da case diverse, hanno – in un certo senso – madri diverse.

R. “Questo non significa che non restino problemi giganteschi. La specie umana ha trovato nelle tecnologie degli escamotage per fare fronte alla caduta della natalità. Problemi per madri e padri che restano irrisolti se non sono affrontati anche al livello della immaginazione. Io ho cercato di raccogliere, dal mio punto di vista di donna, la sfida lanciata da Amitav Gosh. Ha notato Gosh che gli scrittori e le scrittrici si occupano poco dei temi della trasformazione globale. E questa è una sconfitta culturale. Lui ha scritto L’isola dei fucili (Neri Pozza 2019) – anche qui torna, peraltro, “l’isola”. Io provo a misurarmi attraverso questa isola femminile”.

D. Un altro dei tuoi personaggi, Livia, l’archeologa che è in costante contatto con il mondo antico e la visione di Eschilo, vive l’impossibilità di avere figli come una colpa.

R. “Anche la scelta di non avere figli non è semplice, non si fa a cuor leggero. Ma se non puoi averne, allora il dolore diventa ossessione, senso di colpa che non puoi governare”.

D. Il centro ipertecnologico per la procreazione che rappresenti è il solo luogo pulito in un mondo sporco, inquinato, trascurato, eppure suscita una certa repulsione, con le sue reti di confine.

R. “C’è una ambivalenza nei nostri sentimenti quando ci affidiamo ai medici, soprattutto quando l’attività medica è business. L’eccesso di pulizia è qualcosa di estraneo al nostro essere vivi. Rassicura e al tempo stesso sgomenta. Tanto più se il luogo è finalizzato alla salvezza della specie”.

 

La città della dea Perenna

FPCGIL ROMA LAZIO

Maria Paola Fiorensoli

Feminism 3 Fiera editoria donne archivia casa internazionale roma fiera libri scrittrice femminismo

Una lunga storia narrata in questo libro: quella dell’ex-Buon Pastore. Una storia che attraversa secoli cruciali per Roma nello Stato Pontificio, con tutto quello che rappresenta, innanzitutto per le donne.

Le descrive non solo come collettivo oppresso e indistinto – fin sconosciuto essendo stato ben poco raccontato dalla “storia ufficiale”- ma ne legge gesti e reazioni, comportamenti diversi e diverse soggettività; scruta l’emergere di ricerca di libertà, di rispetto, di autonomia.

Un percorso anche plurisecolare nel lavoro delle donne; ampia documentazione della produzione politica femminile.

Un luogo che quasi immutabilmente è stato un luogo di donne senza parola e senza autodeterminazione, che così è stato pensato e voluto, diventa “la casa”, “la casa siamo tutte”.

Sabato 7 marzo, ore 12.

Andare a Kobane

RED STAR PRESS

Arzu Demir

Feminism 3 Fiera editoria donne archivia casa internazionale roma fiera libri scrittrice femminismo Era il 20 luglio del 2015. A Suruç, capoluogo dell’omonimo distretto turco confinante con la Siria, centinaia di ragazzi e ragazze, militanti della Federazione delle Associazioni Giovanili Socialiste e provenienti da ogni angolo del paese, si trovano nel giardino del centro culturale insieme a ciò che hanno portato con loro: libri, giocattoli e vestiti utili a dare un contributo alla ricostruzione di Kobânê, la città-martire della rivoluzione del Rojava, il luogo in cui l’autorganizzazione popolare ha dimostrato di poter tenere testa e addirittura sconfiggere le milizie fasciste dell’Isis. «L’abbiamo difesa insieme, la ricostruiremo insieme», hanno scritto i giovani socialisti turchi su uno striscione: un messaggio di pace e solidarietà destinato a essere travolto da un violento attacco islamista quando, poco prima di mezzogiorno, la bomba di un attentatore sucida – probabilmente una ragazza diciottenne – uccide 33 persone, ferendone oltre cento. Immediatamente, sorda a qualsiasi dolore, sulla strage di Suruç cala la censura di Erdogan. Gli stessi social network vengono oscurati dal regime del “Sultano”, senza riuscire, però, a impedire che tra l’opinione pubblica circolasse una domanda: come è stato possibile, per un attentatore e la sua ingente quantità di esplosivo, riuscire ad attraversare il blindatissimo confine turco-siriano? Oggi che Erdogan guida in prima persona l’offensiva turca contro la Siria del Nord, la storia e la memoria delle vittime di Suruç, raccolte da Arzu Demir, rappresentano un atto di accusa senza precedenti nei confronti dell’ipocrisia turca e dei suoi alleati europei e statunitensi. Perché “andare a Kobane”, per i giovani uccisi a Suruç nel 2015 e, oggi, per un numero sempre maggiore di persone di qualunque nazionalità, continua a essere, più che un messaggio, una sfida lanciata a tutti i regimi che, arrogandosi con la forza il diritto di agire nel nome della “democrazia”, credono di poter continuare a soffocare le aspirazioni alla giustizia e alla libertà.
ARZU DEMIR – Nata a Istanbul nel 1974, è nota per i libri dedicati alle più importanti questioni sociali del Medio Oriente, per i quali è stata costretta a lasciare la Turchia e a chiedere asilo politico in Belgio, dove risiede attualmente. Oltre ad “Andare a Kobânê”, tra le sue opere, tradotte in italiano dalla Red Star Press, il volume “La rivoluzione del Rojava” (2016).

Domenica 8 marzo, ore 17.