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lettera di Vandana Shiva alla Sindaca Raggi

Gentile Sindaca Virginia Raggi,

In occasione del mio intervento per l’inaugurazione di Feminism, la Fiera dell’editoria delle donne in Italia, presso la Casa Internazionale delle Donne, sono stata messa a conoscenza del fatto che questo luogo sta per chiudere e che la concessione dello stabile di Trastevere è stata revocata dal Comune di Roma.

Nel corso di poche centinaia di anni il dominio del capitalismo patriarcale e l’attuale paradigma agricolo e industriale di tipo estrattivo basato sullo sfruttamento a senso unico delle risorse e delle ricchezze dalla natura, hanno portato il nostro pianeta sull’orlo del collasso.

Foto scattata nel Giardino Casa Internazionale delle Donne di Roma

in occasione della visita di Vandana Shiva – Credits: Manlio Masucci

Il recente rapporto sul clima del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) ci ha avvisato che tra soli dodici anni potremmo aver già raggiunto la crescita della temperatura che l’Accordo di Parigi aveva ipotizzato per il 2100 e che è necessario agire ora, o ci troveremo ad affrontare una vera e propria catastrofe climatica. La nostra sicurezza alimentare e la nostra sopravvivenza si basano sulla conservazione della biodiversità, che è minacciata da quella che gli scienziati definiscono “la sesta estinzione di massa”.

L’ascesa dell’1%, vale a dire una minoranza di uomini estremamente facoltosi ed avidi, in procinto di controllare fino a due terzi della ricchezza mondiale entro il 2030, è caratterizzata da un attacco nei confronti di tutte quelle culture e conoscenze basate sulla condivisione e sul prendersi cura, incluse le economie circolari e solidali basate sulla conservazione delle risorse.

Nella storia le donne sono state relegate a fare il lavoro che era considerato irrilevante. Andare in guerra e uccidere era considerato importante. Fare profitti a spese degli altri era considerato importante. In realtà, le donne sono state lasciate a fare le cose reali: fornire l’acqua, fornire il cibo, e prendersi cura della famiglia. I valori di cui abbiamo bisogno sono i valori legati alla conoscenza di come vivere con la natura. Abbiamo bisogno di conoscenza su come prendersi cura. Abbiamo bisogno di conoscenza su come si condivide. Questo è il sapere delle donne, le capacità di cui avremo sempre più bisogno in futuro. O sarà permesso alle donne di mostrare la via o non avremo nessun futuro.

Per questo chiedo alla Sindaca Raggi non solo di proteggere, ma di amplificare il ruolo della Casa Internazionale delle Donne. Che diventi un laboratorio per le economie, le conoscenze e le comunità del futuro, dove i giovani, specialmente le giovani donne, possano trovare gli strumenti per costruire economie locali vibranti di vita. L’orto di questa Casa diventi il luogo dove possa rivolgersi chiunque voglia imparare a coltivare il proprio cibo, locale, fresco, biologico e  libero da veleni. Questo luogo dovrebbe diventare l’Università del Futuro e non dovrebbe essere chiuso. Specialmente in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, questo è l’impegno che auspico la Sindaca prenderà per il futuro di Roma e del nostro pianeta.

Un caro saluto

Vandana Shiva

Presidente di Navdanya International

Per un’agricoltura libera da veleni: incontro con Vandana Shiva

Comunicato stampa

 

Per un’agricoltura libera da veleni: incontro con Vandana Shiva

 

Giovedì 7 marzo 2019 – dalle ore 14.30 alle ore 15.30

Presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati

(Palazzo Montecitorio, Via della Missione 4)

 

ROMA – L’agricoltura del futuro rispetta la terra e la vita. Fertilizzanti chimici e pesticidi per decenni hanno contribuito a contaminare terra, acqua, aria, avvelenando gli abitanti delle aree rurali e tutti coloro che si nutrono di questi prodotti. Il fallimento di un simile modello agricolo è ormai sotto gli occhi di tutti. Il sistema alimentare industriale è al centro della crisi climatica e dell’estinzione delle specie, è alla base della fame e della crisi sanitaria. Ovunque nel mondo si stanno sviluppando sistemi alimentari ecologici basati sulla solidarietà e sulle economie circolari. Questo è il motivo per cui l’industria agroalimentare sta cercando di attaccare il biologico e le produzioni locali. Sempre più studi, compresi quelli della FAO, dimostrano come l’agroecologia sia ormai l’unica strada percorribile per produrre cibo sano su scala mondiale, ridurre gli sprechi e le diseguaglianze nell’accesso delle risorse, contrastare i gravi cambiamenti climatici in atto e difendere la sempre più compromessa sovranità alimentare dei popoli mettendo al primo posto la tutela della salute dei cittadini e il futuro di tutti noi.

 

Se ne parlerà giovedì 7 marzo 2019, dalle ore 14.30 alle ore 15.30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati con: Vandana Shiva – Presidente di NavdanyaInternational,  UlrichVeith – Sindaco di Malles, Davide Marino – Università Roma Tre, Nadia El-HageScialabba – TMG Think tank for Sustainability-Berlin, Patrizia Gentilini – Isde. A cui parteciperanno: Tiziano Quaini – coordinatore dell’Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici rappresentante Marcia Stop Pesticidi, Claudio Bizzotto – Terra Chiama, Comitato genitori Asilo San Giacomo, Maria Grazia Mammuccini – Federbio.

 

Durante la conferenza stampa si parlerà anche dei tanti esempi concreti di buone pratiche, testimonianzedi come non solo sia possibile ma addiritturapiù efficiente e conveniente produrre e consumare senza ricorrere a sostanze chimiche velenose. Lo dimostrano lo stato himalayano del Sikkim, che ha convertito la propria produzione ad un modello 100% biologico, la BiodiversityConservation Farmdi Nadvanya in India, vero e proprio santuario della biodiversità dove ogni contaminante tossico è bandito e dove si apprendono i principi dell’agroecologia pressol’Università della Terra.Ein Italia, il piccolo comune di Malles (Alto Adige) che nel 2015 ha indetto un referendum, vinto a larga maggioranza, per divenire il primo comune pesticide free.

Quella dei fitofarmaci è oramai una questione globale e sempre più cittadini, amministrazioni e organizzazioni dimostrano una sempre più alta attenzione sul tema. Tra questi Marcia Stop Pesticidi, uno dei movimenti bottom up più dinamici che danno voce agli abitanti delle campagne avvelenate dall’agricoltura industriale; l’Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici; Federbio; Terra Chiama e il Comitato genitori Asilo San Giacomo, che proprio in questi giorni sta lottando contro l’ennesimo vigneto intensivo costruito di fianco a una scuola.

Proprio per promuovere la sinergia dei movimenti e delle realtà produttive locali e per dare maggiore impulso alla necessaria fase di transizione, Navdanya International lancerà la Campagna internazionalePoison-free Food and Farming 2030 – Cibo e Agricoltura liberi da pesticidi 2030.

 

All’evento parteciperanno i parlamentari: Sara Cunial (M5S); Silvia Benedetti (Misto); Susanna Cenni  (Pd); Saverio De Bonis (Misto); Rossella Muroni (LeU)

 

Modera RuchiShroff – direttrice di Navdanya International.

 

Per accedere alla conferenza stampa è necessario accreditarsi entro e non oltre le ore 10.00 di mercoledì 6 marzo 2019. Si ricorda che per accedere per gli uomini è necessario indossare la giacca.

La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Web Tv della Camera dei Deputati.

 

Contatti: ufficio.stampa.mov@gmail.com

Lingua Madre Duemiladiciotto – Racconti di donne straniere in Italia

SEB27

Un viaggio a piedi scalzi attraverso il deserto con il solo obiettivo di una vita migliore. Un viaggio alla ricerca delle proprie radici nella figura di un nonno mai conosciuto, caduto in guerra. Un viaggio per passare le vacanze in un Paese lontano, in quella casa delle origini che ora raccoglie ricordi e malinconia. Un viaggio nel tempo, un viaggio spaziale in un altro mondo, un viaggio alla ricerca di ricordi perduti. I viaggi raccolti in questa antologia assumono mille forme e significati ma sempre costituiscono un momento fondamentale nella vita di colei che li racconta, delineando quasi una nuova geografia, basata sull’emozione e sul ricordo, sul coraggio e sulla speranza. I confini vengono abbattuti in queste storie che, attraverso esperienze estremamente peculiari e personali, profilano realtà comuni a tutti e in cui tutti possiamo immedesimarci. Amicizie improbabili che diventano ancore di salvataggio per donne agli opposti eppure così simili, ragazze che incontrano il primo amore, madri che lottano per la salvezza dei loro figli. Donne forti, caparbie, fantasiose, dolci, che vengono dal futuro, attraversano lo spazio-tempo, si muovono in universi paralleli, ma soprattutto testimoniano la necessità imprescindibile dell’apertura verso l’altro, immaginando mondi in cui la differenza unisce invece di separare.

Sabato 9 marzo ore 11:00 Sala UDI

GENESIS

VIELLA

 

PRESENTAZIONE DEL NUMERO MONOGRAFICO DI GENESIS
Per Anna Rossi Doria
XVII/2, 2018
a cura di Vinzia Fiorino e Paola Stelliferi

Domenica 10 marzo ore 15:00 sala Ingargiola

 

Il mio mal di testa

MILENA EDIZIONI
di Diana Errico

Sara soffre di mal di testa da quando è nata. Un dolore con il quale fa i conti ogni giorno della propria vita, che le assorbe le energie e filtra ogni suo contatto sociale. Con un padre violento e una madre evanescente, trova conforto per i dolori del suo corpo e quelli della sua anima in Floriana, una seducente donna legata a doppio filo con la sua famiglia: con lei scopre la passione e quella gioia di vivere che le era sempre mancata. Quando la sorte mette le due donne davanti a un bivio, Sara è costretta a rivedere le sue priorità. E a cominciare ad amarsi, a prescindere dall’abbraccio di Floriana.

Diana Errico è nata nel 1983. Vive e lavora a Caserta, dove si occupa di copywriting e comunicazione sociale. Di giorno, risolve problemi; di notte sogna storie intricate e talvolta le scrive. Ama la letteratura francese, i documentari di ogni genere e le scarpe con tacco altissimo.

Domenica 10 marzo Ore 18:00 sala Giardino

Le parole e i corpi. Scritti femministi (2018)

SESSIMOERAZZISMO

di Maria Luisa Boccia


Gli scritti che compongono questo libro coprono un arco temporale di circa venti anni: dal 2000 al 2018. Venti anni è un tempo lungo, tanto più se scandisce la distanza con un presente profondamente mutato. Anche nel femminismo e sulle questioni qui affrontate. Il contesto attuale è contrassegnato dalla presenza di un movimento femminista, del quale sono protagoniste le generazioni giovani.
Mi riferisco innanzitutto a «Non una di meno» e a «#Metoo», ma anche ad una più estesa e composita realtà di gruppi, centri, associazioni che operano nei luoghi e negli ambiti più diversi dell’esperienza. È una realtà che vie ne spesso definita come «nuovo» femminismo, proprio per marcare la discontinuità con il femminismo degli anni Settanta. Personalmente questo accento sul nuovo mi è risuonato come una «chiamata» alla mia generazione femminista a dare conto di sé. Voglio quindi dar conto, per me e dunque in modo parziale, del fem minismo della differenza che ho pra ticato nel pensiero e nella politica. Anche per capire se e come è pos si bile metterlo in relazione con altri femminismi, non solo quello più recente.

Ripercorrere alcune delle tappe più significative del mio percor so è stato un modo per riflettere sulle politiche comuni tra femministe
dif ferenti. Il punto di vista origina le del femminismo della differenza è la pratica del pensare, del significare le soggettività ed il mondo a partire dai corpi. E ho voluto evidenziarlo in questo libro, a cominciare dal titolo. Corpo pensante e pensiero incarnato.
dalla Introduzione
Maria Luisa Boccia, filosofa politica e femminista, nel 1990 ha pubblicato una monografia su Carla Lonzi L’io in rivolta. Vissuto e pensiero di Carla Lonzi (La Tartaruga, 2a ed. 2010). È autrice di numerosi saggi e volumi. Per Ediesse nel 2014 ha pubblicato il saggio Con Carla Lonzi. È stata senatrice nella XV Legislatura.

 

Domenica 10 marzo Ore 15:00 Sala Giardino

Transfert. Poesie nella (di) Stanza

EDIZIONI ENSEMBLE

di Miss Poetrix

Una donna, una stanza e un destino da compiere. Una raccolta sperimentale di poesia, narrativa e musica elettronica in cui si affronta un viaggio di conoscenza attraverso l’incontro con l’Altro. In una realtà parallela che assume la forma di una stanza, il rimosso esplode mentre il sé si svela davanti al volto di un uomo incontrato e dimenticato infinite volte. La bambina ferita, la fame d’amore, la proiezione dei propri desideri e paure, la pulsione erotica, l’attaccamento, l’abbandono dell’oggetto amato e l’elaborazione di un lutto sono le tappe che il cuore dovrà attraversare per giungere alla rinascita e alla liberazione.

Il lettore, nel suo viaggio, potrà incontrare la voce recitante di Miss Poetrix che, scandita dal sound elettronico, da voce-crepa diventa parola ritrovata.

 

 

Domenica 10 marzo Ore 19:00  Sala Giardino

Femminismo digitale. Esperienze, limiti, linguaggi

L’IGUANA EDITRICE

 

La sfera digitale è un terreno di scontro cruciale per chi si batte contro l’egemonia culturale del maschilismo. È il luogo dove si compie in maniera più drastica la frattura tra linguaggi vecchi e nuovi e dove pullulano le occasioni di incontro e ricombinazione di esperienze e saperi: dalla riscoperta delle parole dirompenti di Carla Lonzi sull’orgasmo femminile ai messaggi di empowerment per ragazze lanciati dalle icone pop su Instagram.
Abitare la rete da femministe richiede audacia, creatività, equilibrismo. In Italia il movimento Non Una Di Meno ha affrontato questi dilemmi e rinnovato i paradigmi della comunicazione politica.
A partire dall’esperienza di questo movimento e da altre storie di femminismo online, discutiamo in forma orizzontale come coniugare corpi in lotta e conflitti digitali.

Domenica 10 marzo ore 15:00 Sala Tosi