A passeggio per Londra con Virginia Woolf

Lo spunto del libro è tristissimo: in questi giorni di inizio primavera, esattamente 80 anni fa, Virginia Woolf uscì di casa, riempì le tasche del suo cappotto di sassi e si annegò nel fiume Ouse. L’anniversario della sua morte non getta però un’ombra sul contenuto del volume “A Londra con Virginia Woolf”, che è una celebrazione della vita della scrittrice e un’affettuosa, intelligente e illuminante esplorazione del rapporto che ha avuto con la città dove era nata e vissuta. L’autrice Cristina Marconi, giornalista di base a Londra, il cui primo romanzo, “Città irreale”, era stato candidato al premio Strega nel 2019, accompagna il lettore nei luoghi, nelle case e nelle vie della capitale che hanno avuto un ruolo significativo nella vita e nell’opera della scrittrice.
Londra ha un ruolo da protagonista nelle trame dei suoi romanzi, «è un filo intrecciato nella trama dell’esistenza dei personaggi in maniera così profonda che non è facile districarla». La città ha anche fatto da sfondo alla sua vita. Le abitazioni sono state importanti, dal palazzo «alto e sgangherato» nel quartiere elegante di Kensington dove era nata alla casa di Gordon Square nella zona allora poco raccomandabile di Bloomsbury, dove inizia a scrivere il primo romanzo e crea il celebre circolo artistico e intellettuale. A Bloomsbury la scrittrice torna a diverse riprese, «sempre felice di riallacciare il suo dialogo quotidiano con Londra».
Sono le strade, gli edifici e la gente della città a elettrizzarla. Fare le sue lunghe passeggiate significava uscire dal proprio guscio e scoprire ogni volta qualcosa di nuovo, abbandonandosi al flusso di una città sempre ricca di storie e di spunti. Londra rappresentava anche la normalità e la possibilità di rinnovamento personale, la speranza di sfuggire al buio della malattia mentale. Quando aveva le sue crisi infatti i medici le raccomandavano sempre di stare lontana dalla città, convinti che la quiete della campagna avrebbe giovato alla sua salute. Eppure erano proprio il tumulto e l’animazione della città che attraevano e ispiravano la Woolf, pur estenuandola. Lasciare la capitale era «un esilio» e una sofferenza. Abbandonarsi a Londra era una gioia, come per il lettore immergersi in questo libro e vederla con i suoi occhi.

Articolo di Nicol Degli Innocenti
pubblicato su Il Sole 24 ore, il 4 Aprile 2021

Domenica 9 Maggio ore 19
GIULIO PERRONE Editore
Cristina Marconi, A Londra con Virginia Woolf
Con l’autrice dialoga Lisa Ginzburg

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