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Mangio alberi e altre poesie

IL VERRI

Laura Cingolani

Il libro di Cingolani corre sul confine tra il libroquaderno degli appunti e dei ghirigori quotidiani che si vanno imponendo come autonoma invenzione e l’altro tipo di libro, il libro-oggetto ormai consolidato e perfezionato in un perfetto equilibrio di verbalità e visualità. Eppure è diverso da tutti i libri-oggetto conosciuti finora. Predilige il flusso, il continuo scorrimento di inarrestabili connessioni, il variare del ritmo in questo scorrere: un ritmo che non è solo quello dei versi, anche nella visualità c’è una musica che varia dalla sordina al fragoroso all’allegro, ecc. Un libro-oggetto che mantiene una leggibilità anche tradizionale, ironica e sorprendente, un diario cucito sui giochi consumati su una vecchia Lettera 22 Olivetti, accettata come guida e maestra di composizione. Non siamo lontani dai suggerimenti sulla lunghezza dei versi che Amelia Rosselli si lasciava imporre dalla macchina da scrivere.
Laura Cingolani, nata ad Ancona, vive a Roma. Esplora poesia lineare, sonora, performativa, visiva, elettronica. Conduce laboratori di poesia e arteterapia. Ha pubblicato in antologie edite da Empirìa, Venerea, Fondazione Baruchello, NoReply, Le Lettere, Chain Links, Nino Aragno, Fusibilia e su riviste (Liberatura, Catastrophe, Accattone, Aufgabe, Le reti di Dedalus). La sua raccolta Mangio alberi e altre poesie è arrivata finalista al Premio Nazionale Elio Pagliarani nel 2015 e al Premio Arcipelago Itaca nel 2017. Nel 2016 ha pubblicato l’album Elektromeals and other concrete stories, con l’etichetta musicale indipendente Selva Elettrica.

Venerdì 6 marzo, ore 19.