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Chantal Akerman. Uno schermo nel deserto

FEFÉ

Ilaria Gatti e Alessandro Cappabianca

Il Centre Pompidou le ha dedicato una retrospettiva con installazioni e catalogo nel 2004, ma a tutt’oggi non esisteva una monografia storica e critica, completa di regesto integrale di tutte le opere (film, libri, installazioni) della grande artista belga, scomparsa nel 2015 dopo aver collaborato con attori e artisti come Andy Warhol, Catherine Deneuve, Juliette Binoche.

Ilaria Gatti è architetto, progettista di case e di attrezzature sociali; e storica del cinema. Collabora da anni con la rivista “filmcritica” e ha pubblicato: Jane Campion (le mani, 1998); Lo sguardo discreto. Il cinema dell’interiorità da Virginia Woolf a Kiarostami (le mani, 2005); L’incanto della visione. Cinema d’autore tra Jane Campion e Clint Eastwood (prospettive 2010), Francesca Comencini (le mani, 2011).

Alessandro Cappabianca architetto e critico cinematografico, è una firma storica della rivista “filmcritica”.

Domenica 8 marzo, ore 18.

100 Punti di lesbicità (secondo me) e 100 Punti di ebraicità (secondo me)

ELLIOT

Anna Segre

100 sfaccettature (almeno 100) di ebraismo laico e dissacrante raccontate da Anna Segre, cattolica per gli ebrei, ebrea per i cattolici, medico per gli psicoterapeuti, psicoterapeuta per i medici, non proprio connotata come omosessuale, ma abbastanza lesbica per gli eterosessuali, comunque in equilibrio instabile sulle etichette sociali. L’ebraismo laico esiste, anche se non ha il manto ieratico dell’ortodossia né la postura orgogliosa di chi ha un solo testo sacro. 100 piccoli gesti, 100 piccoli aspetti etici, 100 minuscoli punti fermi per un’identità apparentemente fragile, ma di fatto liquida, agile e inestirpabile
Il curriculum sentimentale di una lesbica dal 1984 al 2017 in 100 punti: il coming out, i libri, la famiglia. La narrazione di una vita impiegata a cercare un equilibrio tra il dentro e il fuori, di una sessualità che non appena viene pronunciata diventa politica, di amori difficili e amori lunghi, e della necessità di pensare su di sé e argomentarsi per esistere.
Amare e narrare che diventano per Anna Segre paradossalmente lottare.
Anna Segre è medico, psicoterapeuta, scrittrice anche ebrea, in più lesbica, perfino mancina.

Domenica 8 marzo, ore 15.