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Carne da macello. La politica sessuale della carne. Una teoria critica femminista vegetariana

VANDA EDIZIONI

Carol J. Adams

Qual è il filo rosso, l’assurda interazione tra la radicata misoginia culturale della società contemporanea e la sua ossessione per la carne e la mascolinità? Carne da macello, pubblicato per la prima volta negli USA nel 1990, esplora con raro acume e sottile intelligenza la relazione tra i valori patriarcali e il consumo di carne, intrecciando femminismo, vegetarianismo, antispecismo. Lo sfruttamento degli animali è per Adams un’altra manifestazione della brutale cultura patriarcale. Il trattamento degli animali come oggetti è associato all’oggettivazione nella società patriarcale di donne, neri e altre minoranze al fine di sfruttarli sistematicamente. Un libro che ha fatto molto parlare, provocando un’incredibile copertura mediatica (New York Times, Kirkus Review, Washington Post Book World, Journal of Library, Weeklyís Publisher, Choice). Insultato dalla stampa conservatrice.
Carol J. Adams, attivista americana nelle lotte contro la violenza domestica, il razzismo, i senzatetto, la giustizia riproduttiva, è divenuta famosa in tutto il mondo con la stampa di The Sexual Politics of Meat. Adams ha al suo attivo diverse pubblicazioni, fra cui Burger e Protest Kitchen (con Virginia Messina). Ha curato inoltre importanti antologie su ecofemminismo, femminismo e animali. I suoi articoli sono apparsi sul New York Times, sul Washington Post, sulle riviste Ms., The Christian Century, Tikkun e su Truthdig. www.caroljadams.com.

Giovedì 5 marzo, ore 17.

Fai la brava. Se il mostro delle favole è mio padre

VANDA EDIZIONI

Katia M.

«Ai bambini si dice che l’Uomo Nero non esiste. Esiste eccome! Solo che, anziché trovartelo nell’armadio o sotto il letto, a volte, purtroppo, te lo ritrovi dentro il letto.» E se l’Uomo Nero ha i connotati del padre? Chi difende la bambina dall’Uomo Nero? Dove sono gli altri? Dov’è la famiglia? Perchè Katia una famiglia ce l’ha; ha una madre, due nonni con i quali cresce, persino una bisnonna. Eppure nessuno vede, nessuno si accorge. Quattordici anni di abusi, di stupri subiti tra quelle pareti che dovrebbero tenere al riparo un bambino dalla malvagità e dalle insidie del mondo esterno. “Perché le altre bambine sono felici?”, si domanda Katia nella normalità perversa del suo quotidiano. Nessuno sta dalla sua parte quando, finalmente, a diciotto anni, trova il coraggio di dire BASTA! È la rabbia che la fa reagire per chiudere con quel “padre”, sfidando una società pronta a darle della puttana bugiarda, ma soprattutto per non morire. Oggi, con la consapevolezza di madre e forte di una causa vinta contro il padre, l’autrice ha trovato anche la forza di raccontare la sua storia, perché le altre sappiano che non sono le uniche bambine infelici, che solo parlandone si può lenire l’immensa ferita e, forse, guarire. Un racconto crudo, che si attiene alla essenzialità dei fatti, mosso dalla necessità di essere una donna come le altre.
In appendice la documentazione del processo contro il padre, che ne ha sancito la condanna.
Katia M. è un nome fittizio, una cautela usata dall’autrice per salvaguardare la privacy degli affetti più cari da una storia purtroppo vera. In questo libro Katia racconta parte della sua vita, oggi vive una vita come le altre.

Sabato 7 marzo, ore 12.

Cosa siamo disposte a fare per la nostra libertà

VANDA EDIZIONI

2 monologhi di Alessandra Bocchetti

Siamo sicure che la libertà che noi donne abbiamo conquistato sia nostra per sempre? O possiamo tornare indietro? O possiamo proprio perderla? A fronte della nostalgia per una società patriarcale che oggi una certa politica esprime e minaccia, si offrono pensieri ad alta voce. 2 monologhi per riflettere.
Alessandra Bocchetti, figura autorevole del femminismo italiano, è tra le fondatrici del Centro Culturale Virginia Woolf, di cui è stata presidente per molti anni. Ha pubblicato Cosa vuole una donna. Storia, politica, teoria (La Tartaruga, 1995). Vive e lavora a Roma.

Venerdì 6 marzo, ore 19.