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Le civiltà dei fiumi, Altri sguardi, nuovi racconti

SETTENOVE

Francesca Minen e Caterina Di Paolo

a cura di Settenove e Sis – Società Italiana delle storiche

L’invenzione della scrittura segna il passaggio dalla Preistoria alla Storia. Purtroppo la Storia dell’umanità viene spesso raccontata solo dal punto di vista degli uomini. Nessuna notizia di donne, bambini e bambini. Eppure tutti loro hanno lasciato tracce di sé. Basta scovarle! Chi meglio di Agatha Christie, scrittrice, esperta di misteri e archeologa per passione, può accompagnarci in questo viaggio nel tempo? A bordo della sua tavola, surfando tra le onde delle antiche civiltà dei fiumi, andremo dalla Mesopotamia all’India, passando per l’Egitto e la Cina, osservando con altri sguardi, in cerca di nuovi racconti.
Agatha Christie accompagnerà bambine e bambini in un viaggio alle origini delle antiche civiltà dei fiumi. Scopriremo insieme come sono state decifrate le scritture più antiche e negli studi storici delle civiltà dei fiumi.
I documenti antichi, scritti dagli uomini del passato e interpretati dagli uomini del presente, non contemplano le donne, i bambini e le bambine. Agatha Christie proverà a ricostruirne la vita quotidiana, il ruolo che ricoprivano nella società e nell’economia del loro tempo.
La collana «Storie nella Storia» propone alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi un racconto nuovo della storia, capace di intrecciare le vicende di donne e uomini, di valorizzare le relazioni e le differenze, di contribuire infine alla costruzione di un mondo comune migliore.
Francesca Minen. Ricercatrice in Storia del Vicino Oriente antico, collabora con l’Università di Udine. Insegna discipline letterarie e classiche nelle scuole secondarie di secondo grado.
Caterina Di Paolo. Lavora come grafica, redattrice e illustratrice. È illustratrice della collana «Storie nella storia».

Domenica 8 marzo, ore 15.

Turpi Traffici. Prostituzione e migrazioni globali, 1890-1940

BIBLINK EDITORE

Laura Schettini

Questa è la storia della prima globalizzazione della prostituzione vista dalla prospettiva del caso italiano. È la storia di Giuseppa, Virginia e molte altre che dalla fine dell’Ottocento si sono imbarcate dai porti del Regno per andare a lavorare nei bordelli in Egitto, Libia, Malta, ma anche quella di Marguerite, una tra le numerose «prostitute straniere» a lavoro in Italia negli anni Trenta del Novecento. È la storia di Mariella, costretta dal marito Beniamino a prostituirsi incinta nella provincia statunitense all’inizio del secolo scorso, oppure di Francesco, che alla vigilia della Seconda guerra mondiale reclutava giovani native da far prostituire nei suoi cabaret a Panama, e di Max, spregiudicato sfruttatore di ingenue amanti da un capo all’altro dell’Oceano. È la storia di un appassionato diplomatico impegnato alla Società delle Nazioni per la repressione della ‘tratta delle bianche’, ma anche di dirigenti di polizia, consoli e ministri preoccupati per la reputazione nazionale. È una storia di prostituzione, di migrazioni, di lavoro, costruita attraverso il ricorso a fonti originali e che copre un ampio arco cronologico, dove l’interesse per le vicende personali si intreccia con quello per le politiche, le iniziative diplomatiche e le misure di polizia. Un libro che racconta la complessità del mondo della prostituzione nel suo divenire mercato transnazionale, i suoi legami con i processi migratori e l’espansione coloniale, la sua rilevanza come questione politica nazionale.

Domenica 8 marzo, ore 18.

 

La donna delinquente e la prostituta. L’eredità di Lombroso nella cultura e nella società italiane

VIELLA

a cura di Liliosa Azara e Luca Tedesco

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, le discussioni intorno alla natura femminile, alla collocazione della donna in società e al rapporto fra i sessi si fecero sempre più frequenti. All’interno della cultura scientifica positivista la caratterizzazione psichica e morale dell’individuo veniva fatta derivare dalla sua struttura anatomo-biologica: le nascenti scienze umane veicolarono dunque l’immagine di una femminilità legittima solo se commisurata alle funzioni naturali inscritte nel corpo della donna. In questo contesto, una formidabile eco ebbe l’opera di Cesare Lombroso. Obiettivo del volume è allora quello di ripercorrere l’eredità lombrosiana circa la normalità e la devianza femminili tanto nella riflessione teorica, quanto nei dispositivi normativi dall’ultimo decennio dell’Ottocento fino all’Italia repubblicana.
Contributi di L. Azara, R. Cavallo, A. Cegna, T. Dell’Era, M. Gibson, M. Loconsole, E. Musumeci, L. Schettini, L. Tedesco, A. Valeriano.
Liliosa Azara è docente di Storia contemporanea e Storia delle donne all’Università Roma Tre. Tra le sue opere più recenti: I sensi e il pudore. L’Italia e la rivoluzione dei costumi 1958-68 (Donzelli, 2018).

Domenica 8 marzo, ore 18.