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Clarice Lispector. Corpi disciplinati, corpi (dis)obbedienti

NOVA DELPHI

Luigia De Crescenzio

Notoriamente intimista e introspettiva, la scrittura di Lispector appare, soprattutto nelle prime opere, distaccata dal contesto storico/sociale coevo e maggiormente incentrata su tematiche esistenziali; tuttavia, tale tendenza ha subìto un cambiamento nel corso della carriera letteraria della scrittrice che – in particolare con le opere degli anni sessanta e settanta – si aprirà progressivamente alle istanze di carattere sociale, finendo per delineare un nesso inestricabile tra letteratura, potere e giustizia; nesso particolarmente significativo in un’epoca di oppressione e violenza come quella vissuta dal Brasile durante gli anni della dittatura militare (1964-1985). Al discorso autoritario, Lispector oppone una scrittura che fa del corpo il simbolo di una condizione umana fragile e oppressa, rivendicando tuttavia il diritto al grido e alla disobbedienza.
Luigia De Crescenzo insegna Letteratura portoghese e brasiliana presso l’Università di Roma Tre. Attualmente i suoi interessi di ricerca si concentrano nell’ambito della letteratura portoghese e brasiliana del XX secolo, con particolare riferimento alla letteratura femminile. Ha pubblicato saggi su varie autrici contemporanee, tra le quali: Clarice Lispector, Hilda Hilst, Lygia Fagundes Telles e Ana Maria Machado.

Sabato 7 marzo, ore 17.

Adesso posso scegliere. Dittatura, identità e memoria nelle vite di quattro donne sudamericane

NOVA DELPHI

Nadia Angelucci

Le protagoniste di questo libro sono figlie, in senso letterale e culturale, di quella cesura chiamata dittatura che ha travolto molti paesi sudamericani negli anni settanta. Mariana O. cerca il padre, scomparso quando aveva 3 anni. Mariana Z. deve fare i conti con le bugie dei suoi appropriatori e con la sparizione dei veri genitori. Matilde fino agli anni dell’adolescenza incontra il papà solo in carcere; il suo desiderio di normalità si scontrerà con le conseguenze della detenzione. I 14 anni di Sandra sono testimoni del sequestro del padre, un evento che cambierà la sua vita per sempre. Attraverso l’esercizio della memoria, catturate in una rete di ricordi, inganni e rivelazioni, queste donne si avvicinano lentamente ma inevitabilmente alla loro identità più profonda.
Nadia Angelucci è giornalista e scrittrice. Collabora con varie testate ed è corrispondente del quotidiano uruguayano “La Diaria” di Montevideo. Con Nova Delphi Libri ha pubblicato, insieme a Gianni Tarquini, I complici. Conversazioni con Horacio Verbitsky (2014), Io e il Che (2017) e la fortunata biografia di Josè Mujica Il presidente impossibile (2014-2017).

Venerdì 6 marzo, ore 19.