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La Mecca-Phuket

IL SIRENTE

Saphia Azzeddine

Parigi, banlieue… regalare ai propri genitori un viaggio alla Mecca, che gesto virtuoso! Com’è bello sacrificarsi per la famiglia! E com’è facile la vita quando si è docili. Navigando tra intelligenza pratica e stupidità teorica, Fairouz, figlia d’immigrati marocchini in Francia, combatte ostinatamente contro se stessa per emanciparsi dalle sue origini. In modo nervoso ma efficace, saprà riappropriarsi della sua vita, muovendosi tra quel che le ha trasmesso la famiglia e quello che si profila all’orizzonte. All’orizzonte, oltre la Francia, c’è la Mecca… ma dopotutto, perché non Phuket?
Saphia Azzeddine è nata ad Agadir nel 1979. Passa l’infanzia in Marocco e all’età di nove anni si trasferisce con la famiglia in Francia. Dopo la laurea in sociologia, si dedica prima al giornalismo, poi alla scrittura. Esordisce nel 2008 con il romanzo “Confidences à Allah”, da cui sono stati tratti una pièce teatrale e un fumetto. Il successo le permette di continuare la carriera di scrittrice, cui affianca esperienze di attrice e regista. Ha oggi all’attivo sei romanzi, incentrati sulla questione dell’identità femminile, tema affrontato con un’ironia graffiante che si tinge a tratti di poesia.

Sabato  7 marzo, ore 17.

Le ballerine di Papicha

IL SIRENTE

Kaouther Adimi

Un vecchio palazzo nel cuore di Algeri, uno di quei posti in cui nessuno sceglierebbe di abitare… Una famiglia vive lì, al centro delle chiacchiere e dei pettegolezzi del vicinato. Sarah, la sorella maggiore, ritornata nella casa materna con una figlia e un marito che sembra aver perso la ragione, passa le sue giornate a dipingere, si perde nei colori come ad inventare un mondo diverso. I suoi fratelli, Adel e Yasmine non riescono più a parlarsi. Adel ha un segreto che lo sveglia nel cuore della notte, Yasmine è bella, libera, lucida, estraniante, lei stessa si percepisce estranea rispetto alla realtà che la circonda. La realtà è l’Algeria, un paese in cui qualsiasi speranza di avvenire è confiscata. Un romanzo sensibile, violento e lucido, il cui lato oscuro è ammorbidito dai sogni innocenti di una bambina che indossa con orgoglio le sue ballerine di tela, che cammina dritta per la sua strada e sfugge al conformismo.
Kaouther Adimi è nata ad Algeri nel 1986. Stabilitasi a Parigi nel 2009, ha conseguito un master in Lettere moderne e Management delle risorse umane. “Le ballerine di Papicha” è il suo primo romanzo (“L’envers des autres”, Actes Sud 2011). Con questo titolo ottiene nel 2011 il Prix de la Vocation e nel 2015 il Premio del romanzo dalla Fondazione Francia-Algeria.

Sabato  7 marzo, ore 17.

Un uomo non piange mai

IL SIRENTE

Faïza Guène

Una cronaca sensibile e divertente, un sottile ritratto di un’epoca, in cui tutti i parametri di riferimento sono in frantumi. “Un uomo non piange mai” racconta con garbo e sensibilità la storia di una famiglia algerina emigrata in Francia. Nato a Nizza da genitori algerini, Mourad Chennoun vorrebbe costruirsi un destino. Il suo peggior incubo: diventare un vecchio ragazzo obeso con i capelli sale e pepe, nutrito da sua madre a base di olio di frittura. Per evitare questo, dovrà emanciparsi da una pesante storia familiare. Ma è veramente nella rottura che diventerà pienamente se stesso? Senza giudizio e senza durezza, Faïza Guène si interroga sulla tradizione familiare e sulla questione della libertà.
Faïza Guène nasce nel 1985 a Babigny, in Francia, da genitori di origine algerina, e cresce a Pantin, nella banlieue “incendiaria” a nord-est di Parigi, dove conosce la realtà del sottobosco urbano che spinge poveri e immigrati all’auto-emarginazione. Grazie all’incoraggiamento del professore di Francese che la segue al liceo, Faïza pubblica il suo primo libro all’età di 19 anni (Kiffe Kiffe, demain, 2004). L’autrice diventa, così, la portavoce di un disagio tutto francese, quello dei “banlieusards”.

Sabato 7 marzo, ore 17.