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I sogni di Anna

VITA ACTIVA

Silvia Ricci Lempen

Un appassionante romanzo di Silvia Ricci Lempen, che racconta a ritroso cinque storie di donne di nazionalità e di estrazione sociale diverse, le cui vite si dipanano nell’arco di un secolo in luoghi e situazioni molteplici: da un tempo proiettato al futuro che deve ancora venire, retrocedendo via via fino alla prima guerra mondiale. Oltre a Roxani, di cui non possiamo conoscere l’accadere, la romana Federica catapultata a Glasgow, la svizzera francese Sabine, la francese Gabrielle, la svizzera italiana Clara, l’italiana Anna, con le loro avvincenti storie aperte che sono forse reali, o forse sogni. Quasi passandosi il testimone, di storia in storia, le protagoniste ingaggiano una serrata ricerca della felicità, che a volte appare ma spesso si dilegua. Sono storie di vita quotidiana calate in contesti storici e culturali tratteggiati con sapienza. Italiana di nascita e residente nella Svizzera francese, bilingue, l’autrice ha scritto in parallelo una versione francese dello stesso romanzo, contenente alcune variazioni. Per la creazione di questa opera ha beneficiato di una borsa letteraria di Pro Helvetia.

Venerdì 6 marzo, ore 18.

L’ultima amica. Lettere a Carmen Bernt (1965-1970)

IL POLIGRAFO CASA EDITRICE

di Elody Oblath Stuparich

a cura di Gabriella Ziani

Vibranti e appassionate, le lettere-letteratura di Elody Oblath Stuparich sono un percorso intellettuale e sentimentale che ci consegna, rielaborate a mezzo secolo di distanza, le vicende vissute accanto a Scipio Slataper e al marito Giani Stuparich nella Trieste Mitteleuropea del primo Novecento. In questo epistolario a una voce sola – le lettere di Carmen non si sono conservate – i piani d’interesse e di lettura sono di una rara ricchezza e molteplicità: Elody ripercorre criticamente la propria esistenza sentimentale, riflette sulla propria esperienza matrimoniale, delinea i confini dell’amore, riconoscendo in Carmen – con una autonomia di pensiero che non teme “scandalo” – l’unico vero amore della propria vita.
Amante della letteratura e della musica, dotata di una sensibilità acutissima e di un carattere soffertamente ombroso, Elody cercò per tutta la vita uno sbocco alle infinite contraddizioni della sua intelligenza vivida e problematica. Il cruciale e drammatico nodo sentimentale vissuto nell’anteguerra, la perdita di Slataper, le riflessioni dolorose sugli esiti di un irredentismo attraversato con giovanilistica retorica restarono l’esperienza più profonda e meno risolta della sua vita, assieme al matrimonio con Stuparich (e alla separazione da lui negli ultimi anni) e alla maternità, accettata ma non desiderata. Nel 1965, quando conobbe per caso Carmen Bernt, Elody aveva 75 anni ed era costretta all’immobilità dalla malattia; nell’amica, più giovane di lei di sedici anni, riconobbe ciò che fino a quel momento non aveva trovato: una persona capace di penetrare nel segreto e ribollente mondo dei suoi pensieri, un “alter ego” disposto a sintonizzarsi su una lunghezza d’onda non comune, fatta di amore e disperazione, egocentrismo e ansia di assoluto, bisogno di esprimere e soprattutto di scrivere. «Mi sono sempre realizzata scrivendo», le confessa. E la forma epistolare le consente allo stesso tempo un dialogo e un monologo, l’abbandono e la confessione diaristica.
Carmen Bernt Furlani viveva a Gorizia. Donna colta e originale, ex allieva del poeta Biagio Marin, seguì Elody in un segreto scambio di intimità, disserrando con il proprio affetto e il proprio sincero “controcanto” (come esse lo chiamano) un mondo sepolto, che si rivela straordinariamente ricco. Edizioni Il Poligrafo

https://www.poligrafo.it/l%E2%80%99ultima-amica

Venerdì 8 marzo ore 17:00 Sala Giardino