Close

Scrittrici con la valigia. Capitoli e censimento dell’odeporica femminile italiana dall’antichità al primo Novecento

CONGEDO

Patrizia Guida

Come si legge dall’indicazione cronologica del sottotitolo, il volume ripercorre le tappe salienti del viaggio femminile in Italia affrontando i momenti cruciali come le questioni relative alla circolazione dei testi e il reperimento delle fonti. A partire dalle matrone romane, citate nelle biografie di imperatori e santi, alle aristocratiche medievali, con particolare riguardo alla casata degli Sforza, fino al grand tour settecentesco delle straniere e delle italiane e alle viaggiatrici di fine Ottocento che esploravano l’Italia unita e si assunsero il compito di farla conoscere grazie ai loro scritti. Completa la prima parte il «capitolo» dedicato a Matilde Serao, prima viaggiatrice italiana «moderna». La sezione relativa al censimento cronologico raccoglie 328 titoli di volumi odeporici sull’Italia scritti da donne e/o scrittrici italiane e straniere, censite in ordine alfabetico nella seconda sezione. Attraverso i loro diari, le lettere, gli articoli di giornali e i resoconti di viaggio, il volume traccia le linee guida del viaggio al femminile, che ha rappresentato nei secoli un’occasione spesso unica per confermare la identità, anche letteraria…

Venerdì 6 marzo, ore 11.

Paolina Leopardi. Lettere (1822-1869)

APICE

a cura di Benucci Elisabetta

Per la prima volta, in questo volume, si rimettono insieme tutte le lettere edite di Paolina Leopardi, affiancate da poco meno di cinquanta inediti, rintracciati in varie biblioteche italiane. E sempre per la prima volta si presenta la sua esistenza scandita attraverso una minuziosa e ricca cronologia della sua vita e delle sue attività letterarie. Possiamo avere così un quadro esaustivo della personalità, delle occupazioni, degli affanni di questa nobildonna di primo Ottocento, che ha pagato per molto tempo il debito di essere la sorella di uno dei più straordinari ingegni della letteratura e del pensiero del XIX secolo.
Una figura nuova e diversa di Paolina è quella che emerge dalla lettura del suo voluminoso carteggio (oltre quattrocento lettere): dalla sua attività di scrittrice/traduttrice alle numerose trattative matrimoniali non andate a buon fine, alle tante amicizie femminili, ma soprattutto maschili. Ma è l’immagine e il ricordo di Giacomo Leopardi a essere sempre presenti nei pensieri e nelle occupazioni di Paolina: è una specie di filo rosso che si dipana già dalla prima lettera del carteggio, indirizzata proprio a lui nel 1822.
Elisabetta Benucci (Università di Firenze – Accademia della Crusca), filologa e storica della letteratura italiana, si è occupata di alcuni dei più importanti autori della letteratura italiana, dal Tre all’Ottocento. Tra le sue pubblicazioni: Leopardi nel Carteggio Vieusseux. Opinioni e giudizi dei contemporanei 1823-1837, con alii (2001); Cantari novellistici dal Tre al Cinquecento, con alii, (2002); Edmondo De Amicis, Un Salotto Fiorentino del Secolo scorso (2002); Emilia Toscanelli Peruzzi, Diario (2007); Galileo e l’universo dei suoi libri, con alii (2008); Giuseppe Giusti, Proverbi (2011); Mario Pratesi, Le perfidie del caso (2015); Letterati alla Crusca nell’Ottocento (2016). Studiosa di Leopardi ha curato edizioni delle sue lettere, anche inedite (Carteggio Leopardi-Colletta, 2003) ed edizioni critiche delle sue opere come quella del Martirio de’ Santi Padri (2006). Nel 2017 è uscito un suo commento alle Operette morali in edizione cartacea e multimediale. Da tempo si occupa di letteratura di genere, in particolare ha ricostruito la figura e l’opera di Paolina Leopardi, dedicandole molte pubblicazioni, fra le quali il volume Paolina Leopardi, Viaggio notturno intorno alla mia camera. Traduzione dal francese dell’opera di Xavier de Maistre e altri scritti, edito nel 2000. Ha organizzato a Recanati nel 2001 il primo, e finora unico, convegno sulla figura della sorella del poeta e ne ha curato gli atti (2003). Su Paolina ha pubblicato anche: Una donna di cultura del primo Ottocento: Paolina Leopardi («Studi italiani», 2001), Tra le letture francesi e il viaggio immaginario (negli Atti del Convegno su P.L., 2003), Donne colte dell’Ottocento: la lettura e lo studio per Paolina Leopardi, Caterina Franceschi Ferrucci, Emilia Toscanelli Peruzzi («Bollettino del Museo del Risorgimento», Bologna 2009). Nel 2018 ha curato una nuova edizione del testo di Paolina Leopardi Mozart.

Venerdì 6 marzo, ore 11.

Soggetto Nomade – Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Marialba Russo

NERO

Soggetto nomade raccoglie per la prima volta in un unico volume gli scatti di cinque fotografe italiane realizzati tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, restituendo da angolazioni diverse il modo in cui la soggettività femminile è vissuta, rappresentata, interpretata in un periodo di grande cambiamento sociale per l’Italia.
Anni di transizione dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe.
Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che prende le mosse dagli straordinari ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova, 1924), dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), gli scatti sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo (Napoli, 1947).

Domenica 8 marzo, ore 16.

Involontariamente

IL SEME BIANCO

Luisa D’Elia Riviello

Una bambina assetata d’amore non compreso dai genitori che “involontariamente” le faranno molti danni. Una violenza a tredici anni che le segnerà la vita. Un malessere crescente con episodi di perdita di sé, di smarrimento totale. E poi il percorso di salvezza: l’amore, la psicoanalisi, il Buddhismo. Il tutto raccontato con linguaggio diretto ed efficace.

Venerdì 6 marzo, ore 16.

Decolonialità e privilegio

MELTEMI

Rachele Borghi

Per uscire dal colonialismo non ci si più limitare a decostruire, ma bisogna trovare il modo di agire per trasformare il mondo. Non creare un nuovo paradigma ma distruggere i paradigmi esistenti. Quante volte hai pensato a cosa ci sia dietro la parola “scientifico”? Quante volte hai dato per scontato che la scientificità di un sapere valesse per tutti, ovvero fosse universale? La cultura europea ha stabilito quale fosse il sapere scientifico, da considerare l’unico vero, creato in relazione a epistemi occidentali. Tutto il resto è stato poi derubricato a sapere subalterno. L’accademia occidentale deve rinunciare al privilegio di produrre il discorso dominante. A partire dalla sua esperienza personale, Rachele Borghi ci racconta com’è possibile dare battaglia alla colonialità.

 

La Mecca-Phuket

IL SIRENTE

Saphia Azzeddine

Parigi, banlieue… regalare ai propri genitori un viaggio alla Mecca, che gesto virtuoso! Com’è bello sacrificarsi per la famiglia! E com’è facile la vita quando si è docili. Navigando tra intelligenza pratica e stupidità teorica, Fairouz, figlia d’immigrati marocchini in Francia, combatte ostinatamente contro se stessa per emanciparsi dalle sue origini. In modo nervoso ma efficace, saprà riappropriarsi della sua vita, muovendosi tra quel che le ha trasmesso la famiglia e quello che si profila all’orizzonte. All’orizzonte, oltre la Francia, c’è la Mecca… ma dopotutto, perché non Phuket?
Saphia Azzeddine è nata ad Agadir nel 1979. Passa l’infanzia in Marocco e all’età di nove anni si trasferisce con la famiglia in Francia. Dopo la laurea in sociologia, si dedica prima al giornalismo, poi alla scrittura. Esordisce nel 2008 con il romanzo “Confidences à Allah”, da cui sono stati tratti una pièce teatrale e un fumetto. Il successo le permette di continuare la carriera di scrittrice, cui affianca esperienze di attrice e regista. Ha oggi all’attivo sei romanzi, incentrati sulla questione dell’identità femminile, tema affrontato con un’ironia graffiante che si tinge a tratti di poesia.

Sabato  7 marzo, ore 17.

Le ballerine di Papicha

IL SIRENTE

Kaouther Adimi

Un vecchio palazzo nel cuore di Algeri, uno di quei posti in cui nessuno sceglierebbe di abitare… Una famiglia vive lì, al centro delle chiacchiere e dei pettegolezzi del vicinato. Sarah, la sorella maggiore, ritornata nella casa materna con una figlia e un marito che sembra aver perso la ragione, passa le sue giornate a dipingere, si perde nei colori come ad inventare un mondo diverso. I suoi fratelli, Adel e Yasmine non riescono più a parlarsi. Adel ha un segreto che lo sveglia nel cuore della notte, Yasmine è bella, libera, lucida, estraniante, lei stessa si percepisce estranea rispetto alla realtà che la circonda. La realtà è l’Algeria, un paese in cui qualsiasi speranza di avvenire è confiscata. Un romanzo sensibile, violento e lucido, il cui lato oscuro è ammorbidito dai sogni innocenti di una bambina che indossa con orgoglio le sue ballerine di tela, che cammina dritta per la sua strada e sfugge al conformismo.
Kaouther Adimi è nata ad Algeri nel 1986. Stabilitasi a Parigi nel 2009, ha conseguito un master in Lettere moderne e Management delle risorse umane. “Le ballerine di Papicha” è il suo primo romanzo (“L’envers des autres”, Actes Sud 2011). Con questo titolo ottiene nel 2011 il Prix de la Vocation e nel 2015 il Premio del romanzo dalla Fondazione Francia-Algeria.

Sabato  7 marzo, ore 17.

Un uomo non piange mai

IL SIRENTE

Faïza Guène

Una cronaca sensibile e divertente, un sottile ritratto di un’epoca, in cui tutti i parametri di riferimento sono in frantumi. “Un uomo non piange mai” racconta con garbo e sensibilità la storia di una famiglia algerina emigrata in Francia. Nato a Nizza da genitori algerini, Mourad Chennoun vorrebbe costruirsi un destino. Il suo peggior incubo: diventare un vecchio ragazzo obeso con i capelli sale e pepe, nutrito da sua madre a base di olio di frittura. Per evitare questo, dovrà emanciparsi da una pesante storia familiare. Ma è veramente nella rottura che diventerà pienamente se stesso? Senza giudizio e senza durezza, Faïza Guène si interroga sulla tradizione familiare e sulla questione della libertà.
Faïza Guène nasce nel 1985 a Babigny, in Francia, da genitori di origine algerina, e cresce a Pantin, nella banlieue “incendiaria” a nord-est di Parigi, dove conosce la realtà del sottobosco urbano che spinge poveri e immigrati all’auto-emarginazione. Grazie all’incoraggiamento del professore di Francese che la segue al liceo, Faïza pubblica il suo primo libro all’età di 19 anni (Kiffe Kiffe, demain, 2004). L’autrice diventa, così, la portavoce di un disagio tutto francese, quello dei “banlieusards”.

Sabato 7 marzo, ore 17.

In principio erano le mutande

BOMPIANI

Rossana Campo

L’eroina di questo romanzo vive una vita di peripezie e di grandi passioni tragiche, o almeno questo è ciò che dice. Sempre al verde e in fuga dai creditori, abita con il gatto Ulisse in un appartamento scalcinato dei vicoli di Genova, si mantiene con qualche lavoretto, ma più volentieri mangiando a sbafo alle feste. Ammira oltremodo la scrittrice Gertrude Stein e il suo ideale maschile è Luciano Pavarotti. Nonostante si dedichi “alla ricerca dei piaceri edonistici sfrenati di vera lussuria”, la sua vita sentimentale è disseminata di “infami”: panettieri un po’ porci e ginecologi donnaioli, psicologi mammoni e archeologi depressi. La sua unica consolazione sono gli amici, soprattutto Giovanna, che ha la passione per i maschi neri e ama raccontare i dettagli delle sue avventure. Ma quando nella sua esistenza compare “l’infame numero tre” le cose prenderanno una piega imprevista, in un susseguirsi di evoluzioni tragicomiche dall’Italia fino alla Spagna e ritorno.
In un linguaggio sboccato, felice, ironico, Rossana Campo con questo romanzo picaresco ha scritto un esordio che ha fatto scuola: per l’originalità di uno stile che fa i conti con la forza e l’energia del parlato e per l’acume con cui vengono scandagliate l’identità femminile, le sue gioie e le sue malinconie.
Rossana Campo è nata a Genova nel 1963 e ha esordito nel 1992 con questo fortunatissimo libro, diventato poi un film per la regia di Anna Negri. Da allora ha scritto una ventina di romanzi, tradotti in diverse lingue, che l’hanno confermata come una delle voci più originali della nostra letteratura. Fra i suoi titoli ricordiamo: Il pieno di super (1993), Mai sentita così bene (1995), Il posto delle donne (2013). Con Dove troverete un altro padre come il mio (2016) ha vinto il premio Strega giovani e il premio Elsa Morante. Per Bompiani ha pubblicato Cati. Una favola di potere (2017) e Così allegre senza nessun motivo (2019). Vive fra Roma e Parigi.

Giovedì 5 marzo, ore 17.

Così allegre senza nessun motivo

BOMPIANI

Rossana Campo

Gertrude Stein ha detto “l’America è il mio Paese, Parigi è la mia città”.
È così anche per Patti, Manu, Lily, Alice, Yumiko e Sandra: Parigi è la loro città, una casa scelta per (ri)costruire la propria vita quando ormai sentivano che il luogo dove erano nate non le accoglieva più o non le accoglieva abbastanza.
Sono donne diversissime accomunate da una grande passione, quella per la letteratura: le loro strade infatti sono confluite nel club di lettura Les Chiennes Savantes, dove si confrontano su saggi e romanzi e insieme raccontano se stesse, le passioni che le animano, le difficoltà con cui spesso devono fare i conti.
Una polifonia al femminile, un mosaico di splendide donne che non hanno mai smesso di essere ragazze e continuano ad affrontare la vita con la tenacia, la caparbietà e il fuoco che da sempre le anima.

Giovedì 5 marzo, ore 17.