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Scrivere lettere nel Cinquecento. Corrispondenze in prosa e in versi

EDIZIONI DI STORIA E LETTERATURA

a cura di Laura Fortini, Giuseppe Izzi, Concetta Ranieri

Il Cinquecento è un periodo particolarmente importante nella lunga e articolata Edizioni di storia e letteraturastoria della scrittura epistolare: l’apparizione del libro a stampa permette infatti alle lettere in volgare di divenire libri e così di interloquire con la tradizione dell’epistolografia latina, anche umanista. Al progressivo attestarsi del genere editoriale, al suo vario articolarsi in esperienze anche molto diverse a firma di scrittrici e scrittori del Rinascimento sono dedicati i contributi di questo volume, che riattraversano la dimensione artistica ed editoriale di Aretino e Bembo, di Maria Savorgnan, Veronica Gambara, Vittoria Colonna e Tullia d’Aragona; e quella di personalità come Ariosto, Mario Equicola, Francesco Maria Molza e Cesare Rao, fino ad arrivare a Torquato Tasso e alla proposta di lettura che di questa esperienza letteraria presenta Leopardi nella Crestomazia. Altrettanto decisivi si rivelano il versante della lingua cortigiana di Castiglione e più ampiamente quello della lingua degli epistolari cinquecenteschi nel loro progressivo costituirsi come genere letterario, i carteggi che intercorsero tra gli artisti e la presenza della funzione epistolare nella novellistica, spia testuale dell’essere la lettera costantemente in equilibrio tra privato e pubblico, tra progettualità letteraria e forma della comunicazione.

Venerdì 8 marzo Ore 17:00

Tinissima. Vita e arte di Tina Modotti

NOVA DELPHI LIBRI
di Elena Poniatowska

Fotografa, attrice e rivoluzionaria Tina Modotti (1896-1942), dopo un’infanzia trascorsa a Udine, si trasferisce prima a Los Angeles e poi a Città del Messico dove lega il suo percorso esistenziale ad artisti del calibro di Edward Weston e Frida Khalo, e a militanti politici quali il cubano Julio Antonio Mella e l’italiano Vittorio Vidali. E proprio dalla storia d’amore con Mella prende le mosse l’avvincente romanzo biografico che Elena Poniatowska, forse la più grande scrittrice latinoamericana contemporanea, le ha dedicato dopo anni di pazienti ricerche. Un omaggio appassionato alla donna che più di altre incarnò lo spirito romantico e rivoluzionario dei suoi tempi divenendo icona della nuova condizione femminile nel Novecento.

 

Sabato 9 marzo Ore 15:00 Sala Caminetto

Il male e l’altrove

HERALD EDITORE – LE GINESTRE DONNE IN EDITE
di Enrica Manna

“Il Male e l’altrove”, titolo pieno di simboli e significato di questa prima opera letteraria di Enrica Manna. Una indagine esistenziale con spaccati narrativi che si snodano tra otto racconti e 25 poesie, tutti intrecciati fra loro in una continuità linguistica e concettuale. Luoghi, cose e personaggi, come Dorothi, Jolì, Bianca, Matilde, figure di fantasia o reali raccontano l’instancabile conflitto fra l’essere e il non essere.
Il progressivo rilievo dell’animo femminile e dell’animus maschile si contrappone continuamente. Ritroviamo insieme di ricordi e costruzioni romanzate, sillogi incantate e disincantate. Un percorso quello dell’autrice che cammina dall’individuale all’universale, dentro un immenso Male che attanaglia l’umanità tutta, ma nell’incessante ricerca di quell’Altrove, non decifrabile ma percepibile in qualcosa di altro, corporeo o mentale che riconduca alla vera essenza dell’uomo e della donna. Anche nel titolo della raccolta Enrica Manna persegue quella operazione culturale ed umana di raccordo fra la propria storia personale e quella collettiva che appare sempre più impenetrabile. Così nel quotidiano si scandiscono i ritmi dell’esistenza, la processione degli eventi, l’incalzare del dolore o di fugaci gioie, la caducità delle cose, ma anche la presenza di una viva coscienza di sé e della nostra specie. L’ispirazione, a prescindere dai valori e dal cammino che prende la vita di ognuno è l’amore che l’autrice nutre per i suoi simili, per i legami paterni e materni, per le donne e gli uomini, per la propria terra e per il pianeta, molto più che per se stessa.
“Dimenticare chi sono, io confusa, confondere i diversi piani dell’essere, nel mondo con gli altri sfidare i confini…” così una sua poesia della raccolta “Il respiro del tempo”. Uno sconfinamento continuo tra una realtà che forse le appartiene poco e una sua realtà “Altra” che l’accompagni nello sciogliere i tanti nodi del vivere e ricomponga una comunità “Matria” di esseri femminili ed esseri viventi più autentica e giusta.

Enrica Manna è nata a Bojano in Molise, luogo con cui ha conservato un profondo legame, ha vissuto fin da piccola a Roma, dove ha conseguito Laurea in Lettere classiche presso l’università La Sapienza e Diploma in Scienze e tecniche dell’opinione pubblica presso l’ex Università Pro deo. Ha insegnato Lettere e Latino nei Licei e tenuto Corsi di scrittura creativa presso Associazioni private. La scrittura, amabile compagna della sua vita, ha raccolto i suoi moti interiori con fedele riserbo e cauta discrezione, dalle cui maglie è sfuggito non si sa come questo piccolo volume.

Sabato 9 marzo Ore 11:00 Sala Caminetto

Nuove intimità

ROSENBERG & SELLIER

di Barbara Mapelli

Nel volume si discutono nuove possibilità di esistenza attraverso l’invenzione di trasformazioni che riguardano soprattutto i luoghi del privato o dell’intimità, ma che possono ispirare passaggi anche nella sfera pubblica.
All’interno delle diverse soggettività sessuali o di genere, i vissuti della propria e altrui diversità, anche da parte di chi si colloca nella cosiddetta normalità, possono contribuire a modificare i contesti, creando nuovi modelli, alternativi a quelli proposti dalla prepotenza della consuetudine.
Nel testo riflessioni di ordine generale e teorico si alternano con narrazioni e testimonianze, lunghe interviste e stralci letterari. Sono presenti anche un contributo dedicato alle comunità virtuali e dei social, a cura di Alice D’Alessio e Mauro Muscio (della libreria Antigone), radicati nella comunità LGBQTI milanese, nonché un intervento conclusivo di Stefano Ciccone (autore del best seller Essere maschi).

L’AUTRICE
Barbara Mapelli da molti anni si occupa di educazione, formazione e cultura, con particolare attenzione alle culture di genere. Tra le ultime pubblicazioni: Galateo per donne e uomini (Mimesis, 2014); L’androgino tra noi (Ediesse, 2016); Sentire e pensare. L’amore tra distanze e vicinanze, differenze e persistenze (ETS, 2017).

Sabato 9 marzo Ore 11:00 Sala Giardino

Velia, amorevole estetista delle salme

LA CARAVELLA
di Roberta Bobbi

Il lavoro di Velia è molto particolare: pratica la tanatoestetica in un ospedale. I suoi pazienti
sono persone che hanno lasciato la vita terrena in diversi e a volte anche bizzarri modi. Lei nei loro confronti ripone tante di quelle cure e di quell’amore che sente intimamente il peso di una responsabilità : mostrarli ai parenti esattamente com’erano in vita. Il suo impegno è tale che instaura con ognuno dei suoi “morti” un rapporto speciale, sembra quasi che loro le parlino. In un’esperienza extracorporea li rincontrerà tutti e insieme faranno un insolito viaggio. Sarà affascinante accompagnare Velia in questo strano percorso.

Roberta Bobbi: nasce a Narni, in Umbria nel 1964. Si trasferisce poi a Roma, frequenta Scuole di
teatro e vari corsi e stage di drammaturgia e sceneggiatura. Comincia dunque a svolgere attività di attrice e scrittrice di testi teatrali. Velia, amorevole estetista delle salme è il suo primo romanzo.

 

Domenica 10 marzo Ore 16:00 Sala caminetto

Ombre di un processo per femminicidio. Dalla parte di Giulia

IACOBELLI EDITORE
di Carla Baroncelli

Processo contro Matteo Cagnoni. La vittima è Giulia Ballestri, l’imputato è Matteo Cagnoni, accusato di aver ucciso, il 16 settembre 2016, la moglie con le aggravanti di crudeltà, occultamento di cadavere e premeditazione. I Ballestri e i Cagnoni, due famiglie tra le più note in città. Per la prima volta, oltre alla famiglia, si sono costituite parti civili il Comune di Ravenna, Udi, Linea Rosa, Associazione Dalla parte dei minori.
Carla Baroncelli segue le 30 udienze del processo di primo grado per capire perché Giulia Ballestri è stata uccisa e per farlo legge ciò che rimane in ombra perché le parole dette, anche nelle aule di un tribunale, nascondono stereotipi e pregiudizi di genere. Le udienze del processo sono l’occasione per ragionare di violenza di genere, di educazione di genere, di molestie e maltrattamenti, di femminicidio, di patriarcato e di potere maschile sulle donne.
Restituire un senso alle parole e chiamare le cose col proprio nome è il primo passo per comprendere perché le cose accadono e le origini della violenza, quindi dei femminicidi.

Carla Baroncelli, giornalista alla cronaca del TG2 per ventitre anni, di cui cinque passati a seguire il processo Marta
Russo, la studentessa uccisa nel 1997 in un vialetto dell’Università la Sapienza di Roma.

Sabato 10 marzo Ore 19:00 Sala UDI

Sulle amazzoni

IACOBELLI EDITORE

a cura di Valeria Viganò

Una delle maggiori poete del Novecento, una delle più brillanti e radicali intellettuali della Parigi tra le due guerre, una delle più sensibili scrittrici italiane contemporanee: è un confronto a tre, nel tempo e nello spazio, questa chicca letteraria che vede protagoniste l’americana Natalie Clifford Barney, la russa Marina
Cvetaeva e Valeria Viganò intorno ai temi dell’amore, del lesbismo, della maternità, della guerra. Marina, esule a Parigi dopo la Rivoluzione d’Ottobre, sperava che Natalie l’aiutasse a pubblicare le sue poesie. Natalie non lo fece. E la poeta, ferita dal mancato riconoscimento, rispose con la famosa “Lettera all’amazzone”: una vendetta. Viganò ripercorre il tormentato rapporto tra le due – ma anche le loro profonde affinità – e dice la sua sulla querelle che gira intorno all’amore tra donne, tema oggetto di feroce dibattito anche oggi. Il volume comprende Lettera all’amazzone di Cvaeteva, brani scelti di Clifford Barnes (inediti in Italia) e il testo di Viganò che ha curato il progetto.

Valeria Viganò è autrice di romanzi e raccolte di racconti: Il tennis nel bosco (Theoria), Prove di vite separate (Rizzoli), L’ora preferita della sera e Il piroscafo olandese entrambi per Feltrinelli, Siamo state a Kirkjubaejarklaustur. Viaggio in Islanda (Neri Pozza), La scomparsa dell’alfabeto (Nottetempo).

Venerdì 8 marzo Ore 19:00 Sala Caminetto

La camelia nera

CHANCE EDIZIONI

di Ketty D’Amico

 

In un tranquillo quartiere fatto di casette a schiera e viali alberati, un giorno, il Marito e la Moglie si trasferiscono in quella che sarà la loro nuova casa. Questa novità, insieme alla neo promozione lavorativa di Lui, vengono accolte favorevolmente da entrambi: i due vi leggono – ognuno a modo proprio – la possibilità che la vita sta fornendo loro per ricominciare tutto daccapo, anche dal punto di vista del loro rapporto coniugale.
La casa, però, non risulterà ciò che sembrava.
Una notte, infatti, durante un violento temporale – “il più violento degli ultimi cinque anni” – il Mondo Irrazionale della Moglie e quello Razionale del Marito si scontreranno definitivamente.
Le porte che si apriranno sugli abissi del Buio e delle Tenebre, sveleranno un passato macabro dal quale non è più possibile sfuggire. Se non a caro prezzo.
Un click metallico imprigionerà l’Uomo e la Donna, i quali andranno incontro – ognuno a modo proprio – al destino che, facendosi prepotentemente presente, chiederà il tributo di sangue che gli spetta.
In un crescendo narrativo ed emotivo di orrore, consapevolezza e crudeltà.

Concettina M. D’Amico, per tutti Ketty.
Ama scrivere fin dall’età di 6 anni; la sua passione per la lettura la porta a sfogliare avidamente tutto quello che le capita sotto mano, con una particolare propensione verso i libri di Stephen King.
Dal 2012 gestisce la pagina Facebook «Ieu u sacciu cu sunnu i cristiani» nella quale pubblica dei racconti, alcuni dei quali sono stati inseriti sul suo blog personale ‘Un folletto in abito da sera’ unitamente a fotografie, aforismi, favole e poesie.
È co-autrice di commedie teatrali (in dialetto reggino); la prima, “Madame Cuncetta e a figghia schetta”, ha riscosso molto successo sia in Calabria che in Sicilia tanto da essere annualmente messa in scena da varie compagnie teatrali.
Collabora periodicamente alla rivista 22Pensieri.
Nel 2017 ha pubblicato, con Chance Edizioni, il romanzo horror-sovrannaturale La camelia nera e la fiaba moderna Volevo uccidere l’albero di Natale adatta sia a bambini che ad adulti, il suo racconto breve La solitudine dei figli unici è presente nella raccolta di autori vari CALEIDOSTORIE, e nel 2018 la raccolta La notte delle favole cadenti.

Sabato 9 marzo Ore 17:00 sala caminetto