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Ma che streghe siamo noi?

SABATO 7 MARZO ORE 17

MA CHE STREGHE SIAMO NOI?

Il personaggio della strega è tornata potentemente in auge negli ultimi anni sia per alcuni recenti studi storici sia per il proliferare di nuove narrative, anche cinematografiche e televisive. Ma resta lo stigma, come rinnovato epiteto contro donne ribelli o inaddomesticate. Figura ambivalente di rabbia e ribellione, o di positiva autonomia e capacità di connessione con la propria storia e i propri legami con la natura e il sacro ancestrale, le donne del femminismo ne hanno fatto un simbolo di denuncia ma anche di affermazione positiva. Perché “streghe” si possono definire tutte coloro che non si adeguano al discorso patriarcale: le ribelli, le “irregolari”, le ostracizzate.

Al Focus, coordinato da Anna Maria Crispino (Leggendaria), partecipano:

Tiziana Triana, autrice di “Le città perdute. Luna nera” (Sonzogno) da cui è tratta la serie Netflix in onda dal 31 gennaio 2020 e diretta da Francesca Comencini et al.
Federica Fabbiani, autrice di “Sguardi che contano. Il cinema al tempo della visibilità lesbica” (Iacobelli editore)
Paola Bono, curatrice del vol. 5 delle opere teatrali di Caryl Churchill (Editoria&Spettacolo) che contiene “Gatto Vinagro”, dramma che mette in scena pregiudizi e questioni di classe ai tempi della caccia alle streghe.
Nicoletta Vallorani (autrice di “Avrai i miei occhi”, 2020)
Giuliana Misserville, autrice di “Donne e fantastico. Narrative oltre i generi” (Mimesis)
Maria Grazia Anatra, presidente Associazione Woman To Be, a proposito di “Turchina la strega” (ed. Matilda)