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Manifesti femministi. Il femminismo radicale attraverso i suoi scritti programmatici (1964-1977)

VANDAEPUBLISHING
A cura di Deborah Ardilli

Il volume raccoglie testi composti in Italia, in Francia e negli Stati Uniti (alcuni di questi tradotti per la prima volta) dalle più attive rappresentanze del femminismo radicale dalla seconda metà degli anni Sessanta alla seconda metà degli anni Settanta del XX secolo. “Radicale”, a partire dal ‘68 e fino alla fine degli anni Settanta, fu soprattutto il “soggetto imprevisto” del femminismo. Con la sua peculiare combinazione di rabbia e proiezione utopica, il manifesto politico è il genere che meglio si presta a restituire la complessità di quella straordinaria stagione che segnò la presa di coscienza delle donne, attraverso un drastico ripensamento delle relazioni tra loro e della forza che da questo deriva. Riletto attraverso i suoi manifesti, il femminismo radicale sconvolge la banalizzazione corrente di ciò che è stato per riconsegnarci la testimonianza della sua verità e un’immagine in movimento di ciò che potrebbe essere. Una polifonia di voci che attraversa l’oceano e presenta una varietà di posizioni: in Italia:
Daniela Pellegrini, Gruppo DEMAU, Rivolta femminile, Cerchio Spezzato e Silvia Federici; negli Stati Uniti: Beverly Jones e Judith Brown, Joreen, Redstockings, Radicalesbians, Combahee River Collective; in Francia: Marcia Rothenburg, Margaret Stephenson, Gille Wittig e Monique Wittig, Christine (Dupont) Delphy, Féministe Révolutionnaire e Christiane Rochefort.

Sabato 9 marzo Ore 15:00 Sala Giardino