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Anatomia dell’oppressione. La critica di due Femen alle religioni

ANANKE.LAB

di Inna Shevchenko e Pauline Hillier

Dai capelli ai piedi, passando per il seno, il ventre, i genitali: avete mai pensato a come le religioni (cattolica, islamica ed ebraica) sezionano, costringono e ingabbiano il corpo delle donne?
Odio, fastidio, coercizione, controllo: sono queste alcune delle parole che ricorrono, e che si rincorrono, in Anatomia dell’oppressione mentre le autrici viaggiano, con il loro scanner, dalla testa ai piedi delle donne così come le religioni patriarcali hanno fatto e fanno lungo i secoli. Ogni capitolo è titolato con una parte del corpo (testa, seno, cuore, ventre, mani, organo sessuale, piedi), che diventa simbolo delle ingistizie, violenze e repressioni subite, illustrate da passaggi che tolgono il fiato per la brutalità del racconto dei testi religiosi citati (e delle conseguenze reali, purtroppo, sulla carne). Il libro di Inna Shevchenko e Pauline Hillier, traduzione della pubblicazione di Edition du Seuil, non fa sconti a nessuna delle tre religioni, perché nessuna di esse è benevola con il corpo e la mente femminile, e perché non si tratta di mettere in discussione la devozione personale, ma di una guerra secolare quotidiana contro la libertà di oltre la metà della popolazione mondiale. «Se potessimo tornare indietro nel tempo […] alla prima irritazione, alla prima ingiustizia sperimentata da Inna e Pauline, avremmo detto loro, e a tutte le loro piccole simili: non credere a ciò che si dice su di te, credi solo a ciò che senti. Non sei colpevole, né meno importante, né sporca, né inferiore, né provocatoria, né bugiarda, né isterica, né bestia, né fragile, né leggera. Sei quello che vuoi.»

Inna Shevchenko, attivista del gruppo femminista Femen, è stata protagonista del film Everiday rebellion di Arman e Arash T. Riahi; è editorialista di molti giornali, tra cui Il Guardian e Huffington Post.

Pauline Hillier, attivista del gruppo femminista Femen, ha scritto il romanzo À vivre couché (Onlit Edizioni).

Monica Lanfranco, curatrice e autrice della Prefazione, è giornalista femminista, tra le numerose attività (formazione, blogger di Micromega e Il Fatto Quotidiano) dirige Altradimora e cura la rivista Marea.

Domenica 10 marzo ore 18:00 Sala UDI